Un dialogo tra uomo e natura
La Penisola Curlandese, conosciuta anche come la Perla del Baltico, è una lingua di sabbia lunga 98 chilometri  caratterizzata da un paesaggio unico, con grandi dune di sabbia scolpite dal vento. La sua forma attuale è il risultato del lavoro congiunto di natura e uomo che nei secoli l’hanno protetta dalla forza inesorabile del vento, preservandone la bellezza.  Per questo motivo, questo luogo è stato inscritto nei siti Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.
 
La storia delle più grandi dune di sabbia d’Europa
Secondo la leggenda, la Penisola Curlandese fu creata dalla gigante Neringa, considerata da alcuni come il corrispondente femminile dell’eroe greco Ercole, mentre giocava sulla spiaggia. Secondo gli storici, invece, la penisola si formò circa 5.000 anni fa e intorno all’anno Mille era un importante centro di culto pagano. Nel XVIII secolo le dune seppellirono molti insediamenti e villaggi di pescatori che non erano adeguatamente riparati a causa di mancanza di legname che potesse essere utilizzato per costruire delle protezioni. Il governo prussiano avviò una massiccia riforestazione dell’area nei primi decenni dell’Ottocento e oggi grandi foreste di pini coprono la quasi totalità della penisola, proteggendola dall’erosione degli agenti atmosferici.
Dopo il crollo dell’Unione Sovietica il turismo ha iniziato a fiorire sulla penisola  che richiama numerosi visitatori ogni anno che possono godere del silenzio e della bellezza della natura.
 
 
Luoghi di interesse
La Penisola Curlandese ospita diverse attrazioni e attività per suoi visitatori, tra cui il Museo del Mare, con l’Acquario e il Delfinario dove assistere a spettacoli con foche e leoni marini e ammirare la flora e la fauna marina. Sulla Collina delle Streghe (Raganų Kalnas) si possono ammirare esempi unici di arte locale, con sculture e raffigurazioni di streghe, demoni e altre creature mistiche.
Le bellissime cittadine di Smiltyne Juodkrante, Pervalka Preila e Nida sono perfette praticare sport acquatici, pesca e per escursioni in bicicletta.