La capitale Vilnius (popolazione 528.000 abitanti) è la più grande e una delle più antiche città della Lituania. Architettura gotica, rinascimentale, barocca e neoclassica si fondono armonicamente disegnando il profilo della città con eleganti chiese e campanili e sontuosi edifici. Il centro storico, che è stato inscritto nel 1994 nei siti Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, si visita a piedi, gustando passo dopo passo il fascino delle sue stradine tortuose e dei suoi pittoreschi cortili ricchi di storia, sbirciando tra le botteghe degli artisti e ammirando i campanili delle sue chiese. Da non perdere una visita all’antico quartiere e ghetto ebraico e al complesso architettonico dell’Università, fondata nel 1579 e una delle più antiche dell’Europa Orientale.
Oggi Vilnius è la capitale dei Paesi Baltici in più veloce crescita ed evoluzione, aspirando a diventare un centro di sempre maggiore importanza del business, della politica e della cultura, offrendo infrastrutture e servizi di alto livello, dagli hotel, fino a ristoranti e centri per il divertimento. Vilnius ospita le principali istituzioni artistiche e culturali del paese e tra i suoi cittadini ci sono i più grandi artisti lituani, come Eimuntas Nekrošius, Oskaras Koršunovas, Rimas Tuminas. In primavera ed estate, la città ospita tanti eventi nazionali e internazionali, tra cui il Vilnius Festival, dedicato alla musica classica, il Christopher’s festival dove ascoltare musica tradizionale, e altri eventi di musica e danza.  
 
Storia di Vilnius
Il nome Vilnius fu menzionato per la prima volta nel 1323 all’interno delle Lettere del Gran Duca di Gediminas che invitava artigiani, mercanti e monaci dell’Europa Occidentale a trasferirsi in questa città. Con l’adozione del Cristianesimo nel 1387, furono concessi alla città i Diritti di Magdeburgo, una raccolta di leggi comunali che regolavano l'autonomia interna nelle città e nei villaggi. Vilnius divenne un centro di tolleranza dove persone di nazionalità diversa potevano convivere in armonia e dove fiorirono commercio, scienza e artigianato. Nel 1579, con l’istituzione dell’Università, Vilnius divenne il più grande centro culturale ed educativo della regione.
A partire dalla fine del XVII secolo, Vilnius conobbe un lungo periodo di occupazione e smembramento, con una storia travagliata: nel 1655 fu occupata dai russi che distrussero le mura della città, in seguito da Napoleone e, in seguito alla sua sconfitta, cadde di nuovi in mani russe. Durante la Prima Guerra Mondiale la città passò ai tedeschi e solo alla fine della guerra, il 16 febbraio 1918, quando la Lituania riuscì a conquistare l’indipendenza, Vilnius venne proclamata capitale della Repubblica lituana.
 
Dopo l’indipendenza, Vilnius conobbe un nuovo periodo di prosperità, ma con la Seconda Guerra Mondiale i tedeschi e i russi si impossessarono della città. Alla fine del conflitto, Lituania divenne una Repubblica Sovietica e solo nell’agosto del 1991 fu riconosciuta la sua indipendenza.
Da allora Vilnius ha sempre più preso i caratteri di una città dell'Europa Occidentale. Molti palazzi antichi sono stati restaurati ed è stato costruito un nuovo centro direzionale, il cui edificio più alto, l'Europa Tower, tocca i 150 metri. Nel 2009, Vilnius, è stata nominata "Capitale europea della cultura".
 
 
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